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Tom Lehmann

Giugno 2023

A breve l’intervista

Continua l’iniziativa il MESE DELL’AUTORE con eventi, retrospettive ed interviste per conoscere autori e relativi giochi. Giugno è il mese di Thomas Lehmann, autore Race for the Galaxy e tanti altri giochi di successo. Questo il programma proposto da BGS per riscoprire i suoi titoli:

Come sempre andrà in scena anche il Torneo Articolato Multigioco. Per partecipare basterà sfidarsi ad un gioco di Thomas Lehmann durante le serate BGS. Tutte le partite di cui ci arriverà evidenza verranno registrate ed assegnati punteggi in base al piazzamento al tavolo. Al termine del mese verrà decretato un vincitore e la classifica terrà conto, per ogni giocatore, dei migliori cinque punteggi a giochi diversi. In caso di parità verrà preso in considerazione il miglior punteggio tra gli scarti andando poi ad oltranza.

Credo che i mondi attualmente separati dei giochi per computer, dei giochi online, della VR e dell’AR, dei giochi di ruolo, dei giochi sociali online e dei giochi di strategia si fonderanno gradualmente nel corso del prossimo decennio. Una componente fondamentale per realizzare questa fusione sarà capire come gestire in modo efficiente la creazione di contenuti e gli archi narrativi dinamici

[Tom Lehmann]

Tom Lehmann

Thomas Lehmann ha lavorato come economista, programmatore, editore di giochi da tavolo e scrittore tecnico, ma è noto soprattutto per i suoi lavori da game designer. Ha all’attivo 30 giochi pubblicati tra cui figurano, oltre al già citato Race fo the Galaxy, New Frontiers e Res Arcana.

Biografia

Thomas Lehmann, nato negli Stati Uniti il I° luglio 1958, ha trascorso l’infanzia trasferendosi e visitando diversi paesi tra cui Tunisia, Indonesia e Corea del Sud. Gli studi lo hanno portato a conseguire una laurea in Ingegneria delle Arti alla Michigan State e un master in Ingegneria dei Sistemi Economici a Stanford. La sua passione per i giochi si è sviluppata sin da bambino; spostandosi spesso però non possedeva molti giochi, così cominciò ad inventarne di suoi.

Il primo contatto con i giochi di ruolo è avvenuto nel 1976 quando fu rapito da questo mondo come giocatore ma anche come GM. Successivamente ha co-scritto tre LARPs (Giochi di Ruolo dal Vivo) e ha gestito campagne di lunga durata di Bushido, Call of Cthulhu e Legends of the Five Rings, oltre a brevi avventure in molti sistemi. Sempre in ambito giochi di ruolo gestisce una campagna su Roll20, esplorando questa nuova opportunità online.

Un’altra grande passione di Tom sono le danze tradizionali e folk, la contra dance, dove è attivo come ballerino, istruttore e coreografo.

Nel mondo dei giochi da tavolo è diventato game designer nei primi anni ’90 quando ha fondato la Prism Games con la quale ha cominciato a pubblicare titoli quali Fast Food Franchise, Time Agent e, con Jim Hlavaty, 2038: Tycoons of the Asteroid Belt. Negli anni 2000 è diventato freelance, progettando giochi di carte, dadi e giochi da tavolo per il mercato internazionale e si ricordano: Pizarro & Co., To Court the King, 1846: The Race for the Midwest, Phoenicia e Race for the Galaxy, oltre a varie espansioni, tra cui le tre di Pandemic realizzate con Matt Leacock.

Tom apprezza scoprire e giocare anche a giochi di altri autori, non a caso spesso collabora con game designer contribuendo alla realizzazione o fornendo spunti ed idee da integrare a giochi ed espansioni.

Altre tematiche care a Tom, testimoniate da alcuni scritti presenti anche sul suo sito, riguardano la transizione globale e in particolare l’ambiente e il cambiamento climatico.

Credo che la sfida più grande che l’umanità si trova ad affrontare sia come gestire la transizione globale, in particolare per quanto riguarda l’ambiente e il cambiamento climatico

[Tom Lehmann]

Tra i tanti altri interessi di Lehmann troviamo teatro, viaggi, storia, arte, musica e ciò che riguarda l’acqua (immersioni, canoa e rafting). trai suoi film preferiti figura: Un uomo per tutte le stagioni, m anche i film di Astaire e della Hepburn, gli piace il cioccolato fondente, la pasta e i vini da dessert, le città di Londra e Parigi e tante altre cose.

Ludografia

Tom ha anche contribuito con idee di design ad altri giochi pubblicati tra cui le revisioni di Outpost (1994 e 2011), San Juan (2004), l’edizione rivista di Pandemic (2013) e Pandemic Legacy: Season 1.

Principali premi ricevuti

Contributi su Thomas Lehmann
Contatti di Thomas Lehmann
L’intervista

In attesa dell’intervista, un pensiero di Tom sui giochi da tavolo tratto dal suo sito e tradotto:

I giochi da tavolo sono spesso commercializzati come “educativi”. La maggior parte dei giochi con questa etichetta sono piuttosto scadenti: hanno delle stupide domande banali sull’argomento, per “guadagnarsi” il loro status, invece di fornire strategie interessanti e scelte significative per i giocatori.

I giochi da tavolo possono essere molto educativi, ma non in questo modo.


La prima lezione che si impara giocando a un buon gioco da tavolo strategico per più giocatori è come perdere. Quattro persone si siedono a giocare; solo una di loro vincerà – tre perderanno.


Imparare a perdere con grazia è difficile. È un’abilità – e chi non pensa che sia un’abilità non ha mai giocato con dei bambini piccoli. I bambini odiano perdere; molti di loro non riescono a gestirlo. Imparare a godere della competizione con gli altri è uno strumento prezioso per andare avanti nella vita. I giochi possono essere un modo per impararlo. Lo sport può essere un altro
.

In secondo luogo, i giochi di strategia insegnano a fare piani e a modificarli in base agli eventi. Si tratta di un’abilità generalmente utile nella vita. Naturalmente, i giochi sono solo uno dei tanti modi per imparare a farlo. La cucina è un altro, come può testimoniare chiunque abbia avuto a che fare con disastri imprevisti in cucina.

In terzo luogo, molti giochi di strategia hanno un elemento di fortuna, come i dadi, che possono aiutare a insegnare alcuni concetti di base sulla probabilità.

Ma tutto questo non ha senso: la vera cosa che questi giochi insegnano è la differenza tra buone decisioni e buoni risultati.

A volte si prende la decisione giusta in un gioco, ma le carte o i dadi non funzionano; si ha un esito negativo e si perde. Questo succede. È la natura di un gioco d’azzardo, di un mondo incerto o della vita stessa.

Per esempio, i genitori possono consultare degli specialisti per un problema medico del loro bambino e decidere, dopo aver esaminato le opzioni e i consigli ricevuti, che l’opzione migliore è quella di operarlo, per poi vederlo morire sul tavolo operatorio. Di solito si tratta di una buona decisione, seguita da un esito assolutamente orribile (anche se, a volte, si tratta di incompetenza medica).

Ma molte persone non riescono a fare questa distinzione tra decisioni ed esiti e si torturano per anni e anni con il senso di colpa per aver preso quella buona decisione. Oppure, invece, lanciano un’azione legale, poiché avere un esito negativo significa che qualcuno da qualche parte deve essere colpevole…

Credo che imparare che, a volte, le buone decisioni possono avere esiti negativi (si è semplicemente sfortunati) e che, a volte, le cattive decisioni possono avere esiti positivi (si è fortunati), sia una delle cose più potenti che i giochi di strategia possono insegnarci, in modo sicuro.

Ma nessuno commercializza mai i giochi da tavolo per questa qualità o ne parla… Perché no?