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Intervista a Mac Gerdts

Intervista di Board Game Society a Mac Gerdts – Febbraio 2023

Ciao Mac, sono kenparker, presidenti di BGS e Tana dei Goblin Milano. Come associazione ogni mese approfondiamo un autore famoso proponendo i suoi giochi nelle serate sociali. Febbraio 2023 è il mese di Gerdts. Nel nostro sito, oltre ad una completa retrospettiva, pubblichiamo anche un’intervista. Qui le domande che volevamo porti:

Ci racconti quando è scattata la scintilla che ti ha fatto innamorare del mondo dei giochi da tavolo? Qual è il tuo percorso ludico, i primi giochi che hai provato, i primi amori e chi ti ha fatto fare il primo passo in questo mondo più vasto?

Il primo gioco che mi sono comprato risale agli anni ’70 (“Öl für uns alle” della Ravensburger). Poiché alla lunga si è rivelato un po’ noioso ho iniziato a creare i miei progetti e a giocarci con gli amici. Alla fine sono diventati sempre più belli, col tempo è diminuita la componente fortuna e aumentata la strategia. Oltre ai miei progetti, giocavo regolarmente a scacchi in un club e ogni tanto anche a Diplomacy.

Mac Gerdts alle spalle di due loschi individui

Leggi Mac Gerdts e pensi alla meccanica della rondella. E’ un’etichetta che comincia a starti stretta (tanto che in alcuni giochi recenti l’hai abbandonata) oppure ci sei sempre affezionato?

La meccanica rondel è ancora viva! Date un’occhiata a “Crossing Oceans” dell’anno scorso, dove fa un buon lavoro nel creare un gioco interessante e impegnativo.

“Il mio gioco preferito è sempre quello a cui sto lavorando al momento!”

Mac Gerdts

Ho letto da qualche parte che la prima volta che è stata proposta la rondella era in un prototipo, dal nome Colonial, che aveva addirittura 16 spicchi/settori, è corretto? Ci puoi parlare di quel progetto? Perché fu abbandonato? Vedremo mai un gioco con così tanti settori?

Ci sono tanti vecchi prototipi conservati nella mia cantina, e “Colonial” è solo uno di questi. Era divertente da giocare con un gruppo dedicato 40 anni fa, ma il tempo di gioco allora poteva facilmente raggiungere le 5 ore o più. Inoltre, il tema coloniale non è proprio appropriato per la pubblicazione. Il primo prototipo di Imperial (versione del 1983) aveva originariamente un rondel con 16 settori. In seguito fu ridotto a soli 8 settori, che evidentemente funzionavano meglio per lo scopo.

Per quasi tutti i vostri giochi sono state proposte seconde edizioni, miglioramenti, promo o spinoff, tranne uno: The Princes of Machu Picchu. È dovuto alla richiesta da parte dei giocatori e/o degli editori di nuove mappe e promo di altri giochi o c’è un motivo per cui questo gioco è stato pubblicato e poi quasi dimenticato?

Beh, almeno non vi siete dimenticati di questo gioco così speciale? Dal punto di vista commerciale non ebbe lo stesso successo dei miei altri giochi e non sembrava esserci molta richiesta per ulteriori spin-off. Inoltre, la grafica era stata realizzata in fretta e furia e avrebbe avuto bisogno di un aggiornamento, che sarebbe costato un bel po’ di soldi in più. Dopo The Princes of Machu Picchu (e Imperial 2030 in mezzo) sono passato a Navegador, che utilizza una mappa storica con una grafica molto migliore. Lezioni imparate!

Finora momento non è uscito nessun gioco che ti ha visto collaborare con altri autori. C’è una ragione per questo? Pensi che in futuro sarà possibile vedere il tuo nome affiancato a quello di un altro autore? Se sì con chi ti piacerebbe lavorare?

Almeno Concordia SOLITARIA è stato realizzato in collaborazione con il mio amico e co-progettista Frank Lamprecht, che ha contribuito con idee molto intelligenti soprattutto alla variante a squadre. A parte questo, un giorno potrebbe essere possibile, chissà, ma non ho in mente un designer in particolare.

Qual è il tuo rapporto con l’Italia? So che hai diversi contatti con giocatori italiani e quando riesci partecipi alle nostre fiere (come Play a Modena). C’è qualcosa che apprezzi particolarmente del mondo dei giochi/giocatori in Italia? C’è qualcosa che invece cambieresti/miglioreresti?

Sì, mi piace l’Italia! È facile per me confondere la lingua italiana con quella spagnola, ma comunque riusciamo a comunicare abbastanza bene tra di noi. Naturalmente apprezzo il sole italiano, il cibo, la storia, ma soprattutto il piacere di giocare con voi! I giocatori italiani tendono a essere molto coinvolti ed emotivamente legati ai giochi che fanno, il che è una gioia. Il mio amico e appassionato giocatore Pietro Cremona, (Nonno Goblin ndt) che vive a Cesena, mi invita regolarmente a venire, e io sono sempre felice di seguire il suo invito. Un’altra storia italiana l’ho vissuta nel 2021, quando ho percorso 1.400 km da Amburgo fino a Verona (arrivando in città con la mia vecchia bicicletta degli anni ’90) per ridurre – con successo – il grasso della mia pancia. Sfortunatamente, avevo solo 2 settimane per il progetto, quindi non c’era tempo per nessuna serata di gioco italiana. Sarà per la prossima volta!

Incontrandoti in fiera e leggendo delle sfide con te e gli altri giocatori mi sono fatto l’idea che, prima ancora di essere un eccellente autore, sei un appassionato di questo mondo, ti piace giocare, sei molto competitivo e ti piace scherzare e divertirti al tavolo di gioco. E’ un ritratto nel quale ti rispecchi o ho preso un abbaglio?

Cosa posso dire? Grazie mille per le tue calorose parole (ovviamente non hai ancora avuto modo di conoscere i miei lati oscuri). Socializzare e divertirsi al tavolo insieme è il motivo per cui viviamo, no?

In un’intervista di tanti anni fa avevo letto che, tra i tuoi giochi, Imperial è il tuo preferito mentre Brass tra i giochi di altri autori. A distanza di anni ti senti di cambiare queste preferenze?

Non proprio. Forse tra i miei preferiti va citato anche Kremlin, che era un puro genio quando è stato pubblicato negli anni Ottanta. Recentemente mi sono divertito con Terraforming Mars e Ark Nova, entrambi ottimi giochi. Ma il gioco preferito è sempre quello a cui sto lavorando al momento!

“Concordia non è noto per essere guidato dalla fortuna, ma se vi piace un po’ di alea Concordia SICILIA è il gioco che fa per voi”

Mac Gerdts

Quando si gioca ad un gioco di Gerdts si ha la certezza di trovarsi di fronte ad un eurogame, competitivo, con forte interazione che predilige l’aspetto deterministico all’alea. Hai mai pensato di sperimentare qualcosa di completamente diverso, come giochi basati sui dadi, cooperativi, giochi a identità nascosta, giochi a squadre, filler o altro?

Qualsiasi idea è da seguire: per me un gioco deve essere competitivo e interattivo, preferendo l’interazione indiretta allo scontro diretto. Anche gli incentivi condivisi sono una cosa che mi piace molto. Delle meccaniche che hai menzionato sopra: Concordia VENUS è già un gioco di squadra cooperativo, Concordia SOLITARIA usa i dadi. Ma hai ragione, non sono completamente diverse.

Progetti futuri? Il prossimo lavoro avrà ancora le rondel?

Per il 10° anniversario di Concordia, nel 2023, ci aspettiamo due nuovi nati nella famiglia: Dapprima Concordia ROMA, in cui costruire tutti i luoghi più famosi della città eterna e inviare le navi colonizzatrici all’estero. In secondo luogo Concordia SICILIA, dove il vulcano Etna introdurrà un certo grado di fortuna. Finora, Concordia non è noto per essere guidato dalla fortuna, ma se vi piace un po’ di fortuna in un gioco, vi piacerà sicuramente.

Ultima domanda, cosa ne pensi dei tornei? Credi sia possibile organizzare un Campionato Internazionale di Concordia?

Le mie capacità organizzative sono molto limitate. Ma se un giorno si dovesse organizzare un campionato del genere, sarei più che felice di partecipare!

Grazie mille del tempo a noi dedicato, in bocca al lupo per i progetti futuri, e spero di incontrarti/sfidarti ai prossimi eventi o magari di vederti ad uno dei nostri tavoli a Milano!

GRAZIE a te Alessandro, ci vediamo a Modena!

Mac Gerdts

Biografia, Ludografia e Riconoscimenti